09/06/2011

Nasce Taxi Quorum, il car sharing per il referendum

taxiquorum-300x300.jpgReferendum, si vota il 12 e il 13 giugno. Se non avete l’auto e il seggio elettorale è distante, niente paura c’è Taxi Quorum. L’iniziativa è nata spontaneamente su Facebook con l’obiettivo di organizzare in tutto il Paese un sistema di volontariato per aiutare le persone molto anziane o con problemi di movimento che hanno dunque difficoltà ad arrivare fino ai seggi. Taxi Quorum ha raccolto da subito centinaia di adesioni da tutte le regioni d’Italia.


Come funziona? Niente di più semplice: chi possiede un'automobile ed è disposto a dedicare alcune ore del suo tempo domenica o lunedì mattina, può mandare una mail all'indirizzo battiquorum2011@gmail.com indicando la località e l'orario nel quale è disponibile per andare a prendere una o più persone a casa e portarle fino al seggio.

Naturalmente Taxi Quorum può essere contattato anche per chiedere un passaggio. I promotori creeranno un elenco delle disponibilità per città e quartieri.

A prescindere dalle intenzioni di voto, è possibile rendersi utili alla causa del referendum e allo stesso tempo fare un favore al pianeta, perché in questo modo si possono ridurre le emissioni di Co2 e gli spostamenti in auto.
Chi vuole può mandare dunque un messaggio email all'indirizzo su indicato specificando la città (per le grandi città è necessario indicare anche la zona) e la fascia oraria in cui si mette a disposizione.

Ricordatevi che i seggi elettorali sono aperti domenica 12 giugno per tutto il giorno e lunedì 13 giugno fino alle ore 15.

www.ecoincitta.it


01/06/2011

Caro pianeta ti scrivo... Una lettera per l'ambiente

 

terra.jpg

L'iniziativa «Lettera sostenibile» di LifeGate. Deve rigorosamente essere scritta a mano.

Cara Terra,
presso Sistema Solare
Via Lattea


Questo potrebbe scherzosamente essere l'indirizzo di una lettera indirizzata al nostro pianeta in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente http://www.onuitalia.it/notizie-giugno-2010/440-giornat-mondiale-lambiente , in programma il 5 giugno. L'occasione per scriverla è l’iniziativa «Lettera sostenibile» di LifeGate http://www.lifegate.it/it/home , in collaborazione con il Festival delle Lettere. L’invito è scrivere una lettera al pianeta, alla natura e a tutte le persone che possono contribuire a cambiare il futuro, dando la propria interpretazione del concetto di sostenibilità, non solo intesa come attenzione verso l’ambiente, ma come valore da vivere ed esprimere in prima persona. 

INDIRIZZO - Le missive scritte parteciperanno alla categoria fuori concorso «Lettera sostenibile» all’interno del Festival delle Lettere, giunto alla settima edizione. Per partecipare è necessario spedire la lettera entro il 10 settembre 2011 (fa fede il timbro postale) a:
Festival delle Lettere
Via S.G.B. De La Salle 4
20132 Milano.

A MANO - La lettera, rigorosamente scritta a mano, deve essere accompagnata dalla versione dattiloscritta e dal modulo di adesione disponibile sul bando di concorso scaricabile dal sito Festival  http://www.festivaldellelettere.it/ delle lettere. La lettera vincitrice sarà premiata da LifeGate in occasione dell’evento conclusivo del festival, domenica 9 ottobre presso il teatro Dal Verme di Milano. Inoltre ogni venerdì alle 7.10 LifeGate Radio fino al 24 giugno trasmetterà il programma «Illogica lettere», condotto da Basilio Santoro. Uno spazio tra musica, parole, immagini e suggestioni, che darà voce alle migliori lettere che hanno partecipato alla precedente edizione del festival.

fonte:corriere della sera
 

18/05/2011

DOVE CONVIENE,UN SITO A CACCIA DI OCCASIONI!

icona_doveconviene.jpgSU DOVECONVIENE.IT SFOGLI I  VOLANTINI DI MEDIAWORLD, EXPERT, IPERCOOP, LIDL E TANTI ALTRI

Siete stati da Mediaworld per approfittare di un sottocosto, ma i prodotti erano già esauriti? State cercando il volantino dell'ipermercato vicino a voi, per selezionare i prodotti in offerta da comprare, ma non riuscite a trovarlo? Nella vostra cassetta delle lettere non ricevete mai i volantini dei centri commerciali vicino a voi?

Da oggi c'è la soluzione a tutti questi problemi:doveconviene.it
Nel sito sono raccolti tutti i volantini e le offerte dei negozi vicini alla nostra abitazione, grazie a questo servizio potremo essere sempre informati sulle promozioni di elettronica, cibo, sport, arredamento ed effettuare i nostri acquisti risparmiando.

Utilizzare il servizio è molto semplice: è sufficente andare sul sito, indicare in alto a destra la propria città e il cap (facoltativo) così da visualizzare offerte e volantini attivi più vicini a noi. Se clicchiamo un volantino o un prodotto in offerta si aprirà uno sfogliatore molto semplice da utilizzare, dove potremo leggere a video il volantino "virtuale".
Una grande comodità soprattutto per chi abità fuori dai grandi centri urbani o in zone in cui non è presente il servizio di volantinaggio; ormai gli apparati di elettronica sono in offerta tutti i giorni e molto spesso in catene differenti, quindi utilizzando questo servizio è possibile sapere in tempo le promozioni e risparmiare somme davvero considerevoli.

Tutti i volantini e le offerte sono divisi in categorie: Elettronica, Arredamento, Ipermercati, Bricolage, Viaggi, ect...

Per ogni catena, oltre al volantino in validità, vengono visualizzati i punti vendtita più vicini a noi ad esempio :

http://www.doveconviene.it/catena/mediaworld Volantino Mediworld
http://www.doveconviene.it/catena/expert      Volantino Expert
http://www.doveconviene.it/catena/ipercoop   Volantino Ipercoop
http://www.doveconviene.it/catena/lidl            Volantino Lidl

Il sito offre anche un servizio di email alert, a cui ci si può iscrivere, che ci informa tempestivamente appena esce un nuovo volantino di una delle categorie da noi selezionate, in questa maniera non saremo costretti a ricordarci di controllare i volantini giornalmente ma verremo avvisati attraverso una mail.


I Volantini di Doveconviene si possono sfogliare anche in mobilità attraverso smartphone e tablet: lo sfogliatore infatti riconosce i terminali mobili, restituendo un contenuto in HTML 5, così da permettere una esperienza di sfoglio veloce e intuitiva.

Ora doveconviene.it è anche promotore di una nuova iniziativa: "il mio Blog è a Impatto Zero".
Questa iniziativa nasce con l'obiettivo di permettere a chiunque abbia un sito o un blog di ridurre il proprio impatto ambientale: infatti per ogni sito o blog che vorrà partecipare, noi pianteremo gratuitamente, un albero che permetterà annullare così le emissioni di c02 del sito/blog partecipante.

Per maggiori informazioni sulla iniziativa e sulle modalità di adesione vi rimandiamo al minisito
dedicato:
http://www.doveconviene.it/co2neutral

Ringrazio Alice per la segnalazione!

27/04/2011

A maggio in bici contro lo stress

bicicletta.jpgUna giornata speciale, per combattere lo stress in modo sano e alternativo, e per riscoprire il gusto di spostarsi nella propria città o per visitarne posti nuovi lasciandosi conquistare dal ritmo lento - non sempre - delle due ruote. La seconda domenica di maggio appuntamento con la Giornata nazionale della Bicicletta, voluta dal Ministero dell'Ambiente in collaborazione con l'Anci e la Federazione ciclistica italiana.

In calendario l'
8 maggio, l'iniziativa prende spunto dal Biciday celebrato lo scorso anno in via sperimentale in 1.400 comuni italiani e quest'anno coinvolge ancora tutto lo Stivale per un totale di oltre 780 chilometri di strade comunali che saranno chiuse al traffico e lasceranno spazio soltanto a un esercito festoso di biciclette. Una giornata legata a doppio filo alla ricorrenza speciale dei 150 anni dell'Unità d'Italia che animerà molti eventi organizzati a livello locale in luoghi cari alla storia del Risorgimento.

Un modo, spiega il Ministero, per sottolineare come una "mobilità alternativa ed ecocompatibile" possa essere effettivamente realizzabile e, perché no, anche per riappropriarsi di piazze, strade e ponti che troppo spesso sono invece "ostaggio" del traffico e dello smog. A stimolare le amministrazioni locali per organizzare attività e percorsi ad hoc c'è poi il
Concorso Bicity, rivolto ai Comuni che destineranno alle bici il percorso più lungo rapportato alla popolazione residente, riservando ai ciclisti parti del centro storico o aree generalmente attraversate dal traffico tradizionale.

Fra le iniziative partner della Giornata c'è inoltre la XII edizione di
Bimbimbici, a cura della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Fiab Onlus, e alla quale oltre 220 città hanno già aderito. Testimonial di quest'anno la modella svedese Filippa Lagerbäck, mentre i più piccoli saranno impegnati oltre che sulle due ruote anche in un concorso nazionale di disegno sul tema: "In Bici con gli Amici: I miei compagni di pedali".

Per gli appassionati del mezzo, la Fiab - insieme a
Legambiente e Cittainbici - ha inoltre in serbo anche un'altra iniziativa, tanto per allenarsi in vista della Giornata nazionale della Bicicletta. È il Giretto d'Italia, in calendario il 3 maggio, il primo campionato nazionale della ciclabilità urbana che assegnerà una maglia rosa sui generis a quei Comuni dove la bicicletta è un mezzo di trasporto a tutti gli effetti e dove perciò in un giorno infrasettimanale si conteranno più ciclisti in circolazione. A sfidarsi quest'anno sono 27 città, tra cui Torino, Venezia, Firenze, Bolzano, Padova e Ferrara.

ansa

18/04/2011

Quel poligono uccide

esplosione.jpg

Gigantesche esplosioni, colonne di fumo alte chilometri, nubi tossiche. E troppe morti sospette. In una struttura militare sulla costa sud orientale della Sardegna si sperimentano da decenni armi e materiali segreti. E ora la Procura di Lanusei indag.

Mauro Artizzu non sospetta niente. E' a Cagliari, in casa, e il 3 marzo scorso si sta confidando con la sua ragazza e un amico. Sapesse che c'è un registratore, nascosto nella stanza, tacerebbe subito. Invece ignora l'interesse che gli investigatori hanno per i suoi ricordi, e racconta ciò che ha visto e fatto nel 1997, quand'era militare di leva al Pisq: il Poligono sperimentale interforze Salto di Quirra.

Dodicimila ettari di meraviglia naturale sulla costa sudorientale della Sardegna, convertiti nel 1956 in area per operazioni off limits. Un territorio dove nei decenni eserciti e aziende di mezzo mondo, incluse quelle italiane, hanno sperimentato armi e materiali segreti. Ma dietro i cancelli del poligono, sarebbe successo anche altro: ed è appunto questo il retroscena che Artizzu, classe 1978, riferisce agli amici: "Ho fatto un giuramento per non dire niente!", frena all'inizio. Ma poi prevale la rabbia, la voglia di condividere quei pensieri. E ricostruisce quella che, a suo dire, era un'abitudine consolidata al poligono di Quirra: brillare giganteschi cumuli di armi e munizioni, con esplosioni avvolte dal silenzio dei militari.

"Lì hanno brillato tutte le armi di tutto, non solo della Sardegna: di tutta l'Italia", dice Artizzu. "Venivano da Milano, da ogni parte arrivavano i camion...".

Entravano nella base e, a circa un chilometro e mezzo dagli uffici di Perdasdefogu, raggiungevano una buca profonda 80 metri: "un vulcano", lo definisce Artizzu, in cui scendevano mezzi articolati carichi di munizioni e armi. Dopodiché i militari piazzavano più cariche, certe volte senza neppure togliere i proiettili dai rimorchi, e procedevano con le esplosioni. Che avevano esiti indimenticabili, almeno per questo ex militare di leva: "Il posto intorno diventava bianco", dice Artizzu, "che ne so, nel mese di maggio, come se avesse nevicato!".


All'improvviso, continua, il terreno si copriva di una strana sostanza: "Ce l'hai presente un pezzo di gommapiuma? Però era pesante". E i militari "la raccoglievano... sì, la mettevano nei barili e la sotterravamo". Perché era tanta, tantissima, quella materia. Così parte dei fusti venivano trasferiti altrove, a bordo di camion, mentre la "gommapiuma" in eccesso finiva dentro contenitori seppelliti sotto al poligono: proprio dove passavano i pastori, che avevano terreni in concessione nella zona militare. Calpestavano quegli spazi con il bestiame, e le mucche "morivano perché mangiavano quell'erba...".


Non ha dubbi, Mauro Artizzu: "L'esercito nasconde tutto!". E parlando con gli amici, sottolinea la ragione di tanta prudenza: il problema, "quello che frega" insomma, è "quando brillavano nell'aria", dice. Perché la sostanza sprigionata da quelle esplosioni, bianca e pesante, ricadeva sui paesi vicini: "Se era il vento che andava a Jerzu, se la prendeva Jerzu, se soffiava verso Villaputzu se la prendeva Villaputzu...". Così, quando "la settimana successiva pioveva", il manto bianco era assorbito dalla terra e "inquinava le falde acquifere".


Uno scenario che pone mille domande. Le stesse che muovono il 2 aprile Domenico Fiordalisi, capo della Procura di Lanusei, provincia dell'Ogliastra, il quale scrive alla Procura generale cagliaritana citando proprio, tra le testimonianze raccolte, quella sulle "gigantesche esplosioni a Perdasdefogu che avevano provocato nubi tossiche e disperso particelle altamente nocive". La premessa da cui parte per ipotizzare reati che vanno dall'omicidio plurimo di pastori all'omissione di atti d'ufficio "per ragioni di giustizia e sanità"; dall'omissione dei controlli nel demanio militare, all'omissione di provvedimenti amministrativi e sanitari. Fino al capitolo più delicato e importante: il sospetto, sul quale Fiordalisi indaga da mesi, di "introduzione nello Stato, detenzione e porto illegale in Ogliastra di armi da guerra all'uranio impoverito". Che si lega, in un crescendo inquietante, all'ipotesi del disastro ambientale per "dispersione di materiali all'uranio impoverito e materiali radioattivi": sparsi in parte "da vari missili", e in parte dal brillare al Pisq "tutte le munizioni e bombe obsolete d'Italia, senza cautele per l'ambiente e la salute umana e animale".

L'espresso

NASCE AGNELLO CON DUE TESTE: TROVATE TRACCE DI URANIO

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Uranio “non riconducibile a quello naturale”. E’ la conclusione cui è giunto Massimo Zucchetti, docente di impianti nucleari al Politecnico di Torino, consulente del Pubblico Ministero di... Lanusei Domenico Fiordalisi, il magistrato che conduce l’inchiesta sulla presunta correlazione fra i test bellici compiuti nel del Poligono sperimentale Interforze del Salto di Quirra, nel sud-est della Sardegna, e l’alta percentuale di tumori registrata nella zona. L’uranio è stato ritrovato all’interno delle ossa di un agnello nato con due teste in un ovile di Escalaplano, in una zona vicinissima alla base militare.

Sarebbe la prova che nel Poligono sarebbe stato utilizzato munizionamento all’uranio impoverito, una circostanza confermata agli inquirenti anche da Giampaolo Carrusci, ex ufficiale che avrebbe riferito delle sperimentazioni di alcuni missili tedeschi con testate proprio all’uranio impoverito che si sono svolte a Quirra nel 1989. Uno dei missili utilizzati sarebbe addirittura disperso in mare non lontano dalla costa di Villaputzu. Le analisi compiute da Zucchetti hanno confermato la presenza di undici isotopi radioattivi nell’agnello esaminato, elementi non riscontrabili in natura. Si tratterebbe invece di scarti radioattivi di centrali nucleari utilizzati per realizzare proiettili utilizzati dalle forze Nato nei Balcani, Afghanistan, Iraq e Somalia.

Nelle settimane scorse il procuratore Fiordalisi, ha disposto la riesumazione dei corpi di 18 pastori che lavoravano nella zona del Poligono, morti di leucemia. Nei prossimi giorni inizieranno le analisi sulle salme. I reperti saranno analizzati da Evandro Lodi Rizzini, fisico del Cern di Ginevra.

28/03/2011

Chernobyl, la triste fine dei “liquidatori”

I 50 kamikaze di Fukushima stanno facendo la stessa fine degli eroi che si immolarono per spegnere il reattore numero 4 della centrale ucraina. Il Fatto vuole ricordarli attraverso la testimonianza straziante di una vedova, Valentina Panasevich, raccolta da Svetlana Alekseievic nel capolavoro “Preghiera per Chernobyl"

Chernobyl è il punto di incontro fra Dante e la Fantascienza.

La foresta nucleare che si è impadronita delle strade di Pripyat , la città che ospitava i lavoratori della centrale, è la versione moderna del “bosco dei suicidi”, mentre la torre di cemento e acciaio che copre il reattore N°4 incute lo stesso irriducibile terrore che emana ancora dai forni crematori o dai giganti immersi nel ghiaccio del Canto 31 dell’Inferno (“Sappi che non son torri, ma giganti..”).

Sulle pareti dei palazzi, le scritte di che inneggiano a Lenin hanno resistito alla pioggia, alla neve e alla perestroika, per cui si potrebbe dire che Pripyat è la Pompei del socialismo sovietico.

Gli unici abitanti della città sono i soldati che la proteggono (dicono) da saccheggiatori e criminali in fuga e le guide , che ti portano – non oltre 10 minuti – davanti al reattore n°4 per mostrarti, con un piccolo contatore Geiger, che la radioattività è nella norma.

Dalle pareti degli appartamenti abbandonati tentacoli di muffa biancastra si avventano sul visitatore e sugli oggetti abbandonati in fretta e furia il 26 aprile del 1986: una scarpa da donna, un davanzale, un pianoforte una bambola, degli spartiti…

A Pripyat, non si sente cantare un uccello. E’ come se fossero stati zittiti per sempre e nella foresta che circonda la città morta si vedono cartelli che vietano di accendere fuochi perché anche un piccolo incendio potrebbe disperdere nell’atmosfera i radionucleidi che avvelenano quello che una volta era la “natura”.

Quando nel 2002 ho filmato Chernobyl per il settimanale “Link” di Canale 5, ho incontrato i rifugiati che erano stati allontanati dall’area della centrale e che erano tornati a vivere a 7 km dal reattore. Mi dissero che, dopo aver girovagato per anni in campi profughi dove non avevano neppure la legna per scaldarsi, avevano deciso di tornare.

Le loro case , piccole isbe con le caratteristiche stufe di muratura alla russa, si distinguevano perché sorgevano linde e ben tenute in mezzo a centinaia di edifici abbandonati, scuole, villette, uffici, completamente conquistati dai rampicanti e dal bosco .

Le radiazioni?” mi dissero “Non ci pensiamo. Ormai siamo vecchi. Qui almeno abbiamo una casa.Vogliamo morire qui”. Sullo sfondo, la torre del reattore N°4 emanava un bagliore viola.

A Chernobyl ho filmato anche il monumento più triste del mondo: le statue di cemento grigio che ricordano i “Liquidatori” della centrale, i pompieri e gli operai che scelsero di andare incontro alla morte per spegnere il Moloch nucleare.

Oggi la parola “kamikaze” ha connotati solo negativi. Le stragi di civili di Al Qaeda o di Hamas hanno fatto dimenticare che anche la Resistenza ebbe delle squadre suicide come il commando di partigiani cecoslovacchi che giustiziò Reinhard Heydrich, detto “il boia” (der Henker) 25 anni dopo, a 8000 km di distanza , i 50 kamikaze di Fukushima stanno compiendo lo stesso sacrificio dei “Liquidatori” . Questi ultimi verranno ricordati tra poco più di un mese, il 26 aprile dal “Chernobyl day” insieme alle centinaia di migliaia di morti di cancro (500.000 secondo il Guardian) causati dall’incidente del reattore N°4.

Noi vogliamo ricordarli attraverso il ricordo di una vedova, Valentina Panasevich raccolto da Svetlana Alekseievic nel capolavoro “Preghiera per Chernobyl”.

“Poco fa ero così felice. Tutto è rimasto in un altro mondo. Non capisco come riesco a vivere. Mi sentivo paralizzata. La mattina mi svegliavo, cercavo di abbracciarlo. Dov’è? C’è il suo cuscino, il suo odore. Di sera la figlia mi dice che ha finito i compiti. All’istante mi accorgo che ho dei figli. Ma dove è lui? Lo penso finché non mi addormento… Non piangerò. Ormai ho perso questa capacità… Non mi lascia un’idea strana: ho visto quello che nessuno ha visto prima d’ora… Siamo primi a scoprire qualcosa di terribile.E’ andato a Chernobyl il giorno del mio compleanno. Faceva da montatore arrampichino. Viaggiava per tutto il paese ed io lo aspettavo sempre. Facevamo una vita da innamorati. Quel giorno erano preoccupate solo le nostre mamme. Noi invece eravamo tranquilli. La sua squadra, sette persone, sono morti tutti. Quando dopo tre anni è morto il primo pensavamo, che magari fosse un caso. Dopo è morto il secondo, il terzo… Ognuno già aspettava il suo turno. Mio marito è morto per ultimo. Era robusto, alto quasi due metri, pesava 90 chili, come si poteva immaginare? Staccavano la luce nei paesi abbandonati…Ah, quanto ero felice!


Era tornato. Era sempre una festa quando tornava. Indossavo una bella camicia da notte che avevo per quest’occasione. Conoscevo ogni angolo del suo corpo. A volte anche sognavo di essere una parte del suo corpo, eravamo indivisibili. Sentivo un dolore fisico quando andava via. Questa volta è tornato con i nodi linfatici sul collo. Li ho sentiti subito appena l’ho baciato. Sono nata per amare. Le mie compagne di scuola facevano progetti per il futuro: iscriversi all’università, partecipare a qualche impresa di Komsomol. Io invece volevo sposarmi ed amare, solo amare come Natascia Rostova in “Guerra e pace”. A nessuno potevo rivelarlo perché allora era lecito pensare solo di qualche impresa di komsomol, di coltivare la Siberia. L’ho conosciuto quando sono andata a lavorare alla centrale telefonica. Sono stata io a dirgli:”Sposami, ti voglio tanto bene!”. Mi sono innamorata da matta, volavo fra le nuvole…A volte cerco di consolarmi: magari la morte non è la fine, magari lui vive in qualche altro mondo. Leggevo libri e giornali, parlavo con la gente, volevo sapere tutto sulla morte per trovare qualche consolazione… Non posso stare da sola, eravamo indivisibili. Non voleva andare dal medico perché non sentiva nessun dolore. I nodo linfatici aumentavano. Ho insistito. L’hanno mandato subito dall’oncologo.


Dopo una settimana è stato operato. Gli hanno tolto completamente la tiroide e la parte di faringe. Ora capisco che questo era ancora un periodo felice… Ho imparato a dargli da mangiare tramite una cannuccia. Non sentiva ormai né odori, né sapori. Andavamo qualche volta al cinema e ci baciavamo lì: così ci sentivamo aggrappati alla vita. Poi un giorno non è più riuscito ad alzarsi dal letto. Avevamo ancora un anno tutto per noi, lui stava sempre peggiorando a vista d’occhio per tutto l’anno. Tutti i suoi colleghi erano già morti. Questo pensiero era insopportabile, nessuno sapeva che cosa vuol dire Chernobyl. Si scriveva tanto su questo argomento, ma siamo stati noi per primi a scoprire l’aspetto più orribile.


Volete sapere come si muore dopo Chernobyl? L’uomo che amavo, così che non avrei potuto amarlo di più neanche se fosse stato mio figlio, si trasformava sotto i miei occhi in un mostro, in un extraterrestre. Gli si è deformato il naso aumentando di circa tre volte. Gli occhi si sono spostati ed hanno assunto un’espressione sconosciuta. Ma questo non mi spaventava. Ero soltanto preoccupata che lui si vedesse così come era. Però insisteva affinché gli portassi uno specchio, me lo scriveva ripetutamente (comunicavamo scrivendo perché egli non riusciva nemmeno a sussurrare). Ma io facevo finta di niente. Dopo tre giorni sono stata costretta a portarglielo. Ci è rimasto male. Cercavo di consolarlo: non ti preoccupare, appena guarirai andremo a stare in qualche paesino abbandonato e ci vivremo noi due da soli. Non lo ingannavo, ero pronta ad andarmene in capo al mondo per lui. Mi confondo, non riesco a parlare.


Avevo 16 anni quando l’ho conosciuto. Aveva 7 anni più di me. Quando andavo all’appuntamento con lui scendevo alla fermata dopo per vedere da lontano che bel ragazzo mi aspettava. Per due anni non me ne accorgevo se era estate o inverno. Quanto ero felice! Non cambierei nulla in vita mia anche se le stelle mi avessero avvertita del mio destino. Il giorno del matrimonio non abbiamo trovato il suo passaporto. “E’ un brutto segno”, – piangeva la mia mamma. Non era amore, piuttosto un lungo innamoramento. Non so se sia lecito parlarne. Ci sono dei misteri, dei segreti. Anche adesso non capisco che cosa fosse. Aveva dei desideri fino all’ultimo mese. Mi chiamava di notte, mi amava più forte di prima. Di giorno quando lo guardavo non riuscivi a credere a ciò che era successo di notte. Non volevamo separarci. Lo sfioravo coccolando, mi ricordavo i momenti più felici della nostra vita. Non voleva morire. Ma cosa potevo offrirgli oltre i farmaci? Quale speranza? Non voleva morire…


Alla mamma non raccontava nulla, non avrebbe capito perché non era un solito tumore, era il tumore di Chernobyl, molto più terribile. I medici mi hanno spiegato: se le metastasi si fossero sviluppate dentro all’organismo sarebbe morto presto. Invece sono uscite tutte fuori. Le formazioni nere hanno coperto il corpo fino alla vita, era sparito il mento, il collo. La lingua uscita fuori, era diventata come una borsetta. Sanguinava perché si rompevano le vene. Gli mettevo sotto un catino. Anche adesso sento quel suono di zampilli di sangue. Non sapevo come aiutarlo. Al pronto soccorso ci conoscevano già e non volevano venire: non possiamo fare nulla per suo marito. Una volta è venuto un medico giovane, appena entrato mi ha detto:”Mia cara, le auguro che lui muoia al più presto” e lui l’ha sentito. Un’altra volta un’infermiera non ce l’ha fatta ad entrare in camera. Ho imparato a fare da me le punture di stupefacenti. Gridava dal dolore, gridava per tutto il giorno. A questo punto ho trovato la soluzione: gli versavo tramite la cannuccia una bottiglia di vodka. Così si assopiva.


Una volta gli ho chiesto:”Ti dispiace che sei andato a Chernobyl?”. Mi ha risposto di no. Ero così felice con lui. Lo guardavo mentre si faceva la barba, mentre mangiava, mentre camminava per strada. Non potevo saziarmi, come se avessi un presentimento che non sarebbe durato a lungo. Non capisco come può piacere il proprio lavoro. A me piaceva soltanto lui. Amavo soltanto lui. Di notte grido nel cuscino per non spaventare i figli.


I parenti mi avevano suggerito di portarlo in un ospedale dove morivano gli ammalati come lui. Anche lui mi supplicava, ha consumato un quaderno per convincermi. Alla fine ho deciso di farlo. Ci sono andata con suo fratello. L’ospedale si trovava in periferia di un paesino. Quando ho visto una grande casa in legno col pozzo rovinato, i servizi fuori, la vecchiette vestite in nero, non sono nemmeno uscita dalla macchina. Gli ho detto: non ti ci porterò mai. Mai!Hanno telefonato i suoi colleghi, volevano venire a trovarlo. Gli hanno portato un diploma d’onore, una cartella rossa con il profilo di Lenin. Lo guardai e pensai: per cosa muore? I giornali scrivevano che era esploso non solo Chernobyl, ma anche il comunismo. Il profilo sulla cartella è rimasto comunque. I colleghi volevano parlargli. Lui invece si copriva la testa, aveva già paura della gente, accettava solo me.Le ultime settimane sono state più orribili. L’uomo muore da solo, in solitudine. Durante il funerale gli ho coperto la faccia con un fazzoletto. Una sua amica che mi aveva chiesto di scoprire la faccia è svenuta. Quando è morto nessuno riusciva ad avvicinarsi. I parenti non possono lavare e vestire il defunto. Ho chiamato due impiegati dell’obitorio. Anche loro che ne hanno visto di tutti i colori, mi hanno rivelato che è la prima volta che vedevano questo orrore. Ormai so come moriremo dopo una guerra atomica, dopo Chernobyl. Anche morto era caldo-caldo. Non si poteva toccarlo. Ho fermato l’orologio, erano le sette. Anche oggi è lì fermo, non si riesce a farlo partire. Il meccanico dice che il meccanismo non è rotto, però non funziona più. Mistero.


I primi giorni senza di lui. Avevo sonno, ho dormito per due giorni. Mi alzavo solo per prendere un po’ d’acqua. Prima di morire mi ha scritto: “Fai bruciare il mio corpo, non voglio che tu abbia paura”. Perché ha deciso così? Ho letto che la gente si aggira senza avvicinarsi alle tombe dei vigili del fuoco di Cernobyl morti negli ospedali di Mosca e sepolti nei dintorni, a Mytishi. Non seppelliscono accanto neanche i loro defunti, hanno paura perché nessuno sa cosa è Chernobyl. Ero seduta accanto a lui quando era appena morto. Improvvisamente ho visto una nuvola salire sopra il suo corpo. Era la sua anima. Nessuna l’ha vista, io invece sì. Ho avuto l’impressione che ci siamo rivisti un’altra volta… Chi me l’ha tolto? Per quale diritto? Hanno portato il precetto il 19 di ottobre 1986. Come se fosse la guerra…


Ero felicissima da impazzire. Non so come vivrò. Cosa mi ha salvato? Il nostro figlio. E’ ammalato. E’ già cresciuto, ma guarda il mondo con gli occhi felici di un bambino di 5 anni. Si trova nell’ospedale psichiatrico. Questa era la sentenza dei medici: per sopravvivere deve rimanere sempre lì. Ci vado ogni fine settimana. Mi chiede sempre: “Dove è il papà? Quando verrà?”. Chi altri me lo potrà mai chiedere? L’aspetta. Vivremo insieme con mio figlio. Io reciterò la mia preghiera di Chernobyl e lui guarderà il mondo con gli occhi da bambino…

il fattoquotidiano.it

17/03/2011

Ospedali psichiatrici giudiziari, l’inferno dei ‘dimenticati’

Roma - Un letto di contenzione con un foro nel mezzo per la caduta degli escrementi ed un paziente, completamento nudo, legato sopra con corde a braccia e gambe. Il letto è arrugginito, per l’urina che da anni lo bagna. È l’immagine forse più scioccante raccolta dai componenti della Commissione d’inchiesta sul Sistema sanitario nazionale nel video girato nei sei ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) italiani, per documentarne appunto la situazione di «totale degrado»: «È semplicemente un `inferno dei dimenticati´», ha commentato senza mezzi termini il presidente della commissione, Ignazio Marino.

Trenta minuti di «orrore»: il video (che sarà trasmesso domenica 20 marzo nella trasmissione `Presa diretta´ di Raitre) mostra infatti gli internati in condizioni definite da Marino «disumane». Le immagini mostrano sporcizia ovunque, spazi angusti, addirittura bottiglie d’acqua nel buco dei bagni alla turca (come nell’ospedale di Aversa) per rinfrescarle o per impedire la risalita dei topi. Ed i `detenuti´ - che in molti casi si trovano negli Opg per reati minori risalenti a decenni prima - che in realtà soffrono di patologie mentali per le quali non sono però curati: pochissimi infatti i medici presenti, e nessuno psichiatra, per 4 ore a settimana in strutture in cui si contano anche 300 persone.

Il video dà anche voce a questi uomini: «Io vengo da un paese in guerra, ma qual è la differenza con il vostro? Questi sono talebani mascherati - afferma un internato - mentre quelli da me sono veri. La differenza è che qui ti uccidono piano piano». Di luoghi «intollerabili» ha parlato oggi Marino, dopo la proiezione del video nel corso di una conferenza stampa in Senato: «Sono luoghi infernali, rimasti inalterati dal 1930 all’epoca del Codice Rocco.

Molti vi sono rinchiusi anche per reati minori di decenni prima ed in numerosi casi esiste anche la proroga , per cui una persona viene mantenuta negli Opg per mancanza di percorsi alternativi di assistenza, fino ad arrivare a una condizione che gli stessi magistrati definiscono di `ergastolo bianco´. Non possiamo tollerare che persone vengano dimenticate così per decenni e vogliamo arrivare - ha detto Marino - ad un superamento definitivo degli Opg».

Al momento, la commissione è anche impegnata in un monitoraggio settimanale dei sei Opg per arrivare alla «liberazione» di 376 internati (su un totale di circa 1500) per i quali non sussiste il requisito della pericolosità sociale e, dunque, `dimissibili´: ad oggi, di questi 376 `detenuti´ ne sono stati dimessi solo 65. Ora, ha ricordato il senatore Michele Saccomanno, relatore di maggioranza dell’inchiesta della commissione sulla salute mentale, «lo sforzo economico a sostegno della riabilitazione e presa in carico di questi cittadini da parte della sanità regionale c’è: la commissione ha infatti ottenuto dal governo l’impegno per uno stanziamento di 10 mln di euro per l’assistenza di tali persone».

Quindi una riflessione che è anche una denuncia: «Festeggiamo i 150 anni dell’Italia, ma c’è una reltà ancora oggi, quella degli Opg - ha affermato Saccomanno - che non fa parte dell’Italia dei diritti riconosciuti». La commissione chiede dunque il superamento degli Opg: «Una prospettiva che in tempi rapidi conduca alla chiusura degli Opg - ha commentato il senatore Daniele Bosone, relatore di minoranza dell’inchiesta - appare ormai indifferibile».

il secoloxix

09/03/2011

TURISMO / La Regione Toscana mappa le strutture gay friendly

toscana-gayfriendly.jpgLa Regione Toscana si doterà di un canale tematico gay friendly sul proprio sito dedicato turismo.intoscana.it www.turismo.intoscana.it/ mettendosi al pari di molti enti turistici nazionali e regionali internazionali, come il British Tourism Authority.

L’iniziativa nasce nell’àmbito di Toscana Gay Friendly, il progetto regionale al quale collabora anche Gay.it, portale internet con sede a Pisa, e si pone come obiettivo la mappatura delle strutture turistico-ricettive gay friendly presenti sul territorio.

"La Regione Toscana è stata la prima regione a dotarsi, nel 2004, di una normativa specifica contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere – ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo, Cristina Scaletti – e si conferma regione apripista: è infatti la prima in Italia a mettere in atto una mappatura turistica dell’offerta gay friendly presente sul proprio territorio. Servirà a far emergere tutto ciò che di gay friendly la Toscana già da tempo possiede, in termini di ricettività, offerta per il divertimento diurno e notturno, offerta culturale, servizi diversi per il turista".

Aiuto prezioso

Particolarmente preziosa, in questa fase, la collaborazione dei gestori di strutture turistico-ricettive e di servizi turistici complementari gay o gay friendly della Toscana: alberghi, campeggi, agriturismi, b&b, agenzie di viaggi incoming ma anche ristoranti, bar, discoteche, shopping center, associazioni e negozi di vario genere. Sul sito del turismo, nell’Area Operatori, è disponibile un questionario con alcune brevi domande. Più questionari verranno compilati e più completo sarà il servizio offerto.
Il questionario è compilabile all’ indirizzo: http://survey.gay.it/index.php?sid=32423.

Per chiunque abbia necessità di maggiori informazioni, la Fondazione Sistema Toscana è a disposizione degli operatori in orario di ufficio al numero 050.3155524 dal lunedì al venerdì, oppure tramite email gayfriendly@intoscana.it.

Tutti gli operatori toscani del settore turistico e i gestori di strutture ricettive sono dunque invitati a registrarsi sulla piattaforma di booking online; e a inviare le loro proposte secondo le modalità indicate nei menù dell’Area Operatori del sito del turismo cliccando alla voce “Viaggi, Vacanze e Attività” http://blog.intoscana.it/areaoperatori/offerte-speciali-2/.

unonotizie

02/03/2011

Veterinario: visite gratis fino al 31 marzo

Dal 1° marzo prende il via la nuova edizione del progetto: “Stagione della Prevenzione 2011”. E’ un progetto che ha come fine quello di curare tutti gli animali e prevenire ogni tipo di malattia. Durante tutto questo mese avrete diritto ad una visita completamente gratuita.

Consultando il sito www.stagionedellaprevenzione.it o chiamando il numero verde 800 189 612 begin_of_the_skype_highlighting 800 189 612 end_of_the_skype_highlighting potrete trovare il veterinario più vicino a casa vostra e dunque usufruire di una visita gratuita per il vostro cane o gatto.

E’ un’iniziativa promossa dall’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) e Hill’s Pet Nutrition con il patrocinio della Federazione Nazionale Ordini Veterinari (Fnovi).

Già la passata edizione aveva riscosso un enorme successo. Gli esperti ritengono che anche quest’anno il numero di animali visitati sarà enorme.Con la "campagna stagione della prevenzione 2011"avrete diritto ad una visita veterinaria finalizzata a verificare lo stato generale di salute del vostro amico a quattro zampe. In questo modo gli esperti potranno anche riscontrare tempestivamente eventuali anomalie nel vostro fedele amico.

Il veterinario controllerà lo stato di sovrappeso o obesità dell’animale; la presenza di eventuali masse anomale sotto-cutanee attraverso la tecnica della palpazione; lo stato d’igiene orale; lo stato di salute di occhi e orecchie.

10/02/2011

Dentisti, a marzo visite gratis

Lotta no stop ai batteri nemici del sorriso, in agguato 24 ore su 24 e non solo dopo pasti o spuntini. Ma anche guerra preventiva ai denti storti o mal posizionati, che alla lunga possono creare seri problemi dentro e fuori dai confini della bocca.

È il doppio obiettivo del Mese della salute orale 2011, promosso da Colgate con la collaborazione della Società italiana di ortodonzia (Sido), e presentato oggi a Milano. Per tutto marzo, dall’1 al 31, in circa 1.500 studi dentistici lungo la Penisola sarà possibile sottoporsi gratuitamente a visite di controllo odontoiatriche e ortodontiche.

La missione è stanare e combattere la placca dentale, prima `imputata´ nella formazione di carie e nello sviluppo di gengiviti e della parodontite o piorrea. Per prenotare una visita basta chiamare il numero verde 800-144917 begin_of_the_skype_highlighting 800-144917 end_of_the_skype_highlighting, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14, oppure cliccare sul sito www.mesesaluteorale.it e farsi guidare online nella scelta dello specialista più vicino.

L’opportunità di un check-up gratis è rivolta a tutta la famiglia e al termine della visita ogni paziente riceverà la `Pagella della salute orale´: un’istantanea che fotograferà lo stato di salute della bocca. Il Mese della salute orale, giunto in Italia alla seconda edizione, viene organizzato da oltre 60 anni ed è arrivato a toccare 84 Paesi del mondo, comprese alcune delle aree più povere tra Africa, Asia e Sudamerica. Fra le iniziative sul territorio nazionale ci sarà anche `Colgate Lab´, l’anno scorso allestito a Roma e quest’anno a Milano.

All’interno di una struttura posizionata in una piazza da definire, dal 22 al 28 marzo i cittadini potranno ricevere una visita gratuita e sottoporsi al `Bacteria Mapping´, l’analisi al microscopio di un campione di placca. Gli esperti potranno così dare un nome ai batteri nascosti nella bocca di ciascuno, fornendo consigli salva-sorriso personalizzati. Per tutto il 2011, infine, visitando il sito web www.prontodentista.it sarà possibile ottenere suggerimenti ad hoc grazie alla collaborazione degli ortodontisti Sido.

ilsecoloxix

21/01/2011

Visite gratuite a Gennaio

DISTRURBI INTESTINALI:VISITE GRATUITE A FINE GENNAIO

A fine gennaio sarà possibile usufruire di visite gratuite per disturbi intestinali, soprattutto per stipsi ed emorroidi. Dal 24 al 28 gennaio 2011, molti centri italiani specializzati, in occasione della Terza Settimana Nazionale per la Diagnosi e la Cura di Emorroidi e Stipsi promossa dalla SIUCP, Societa’ Italiana Unitaria di Colonproctologia e con il patrocinio del Ministero della Salute e di Cittadinanzattiva, offriranno ai pazienti che soffrono di queste patologie, dei controlli specialistici completamente gratuiti, e questa è sicuramente un’ottima occasione per gli 8 milioni di italiani che soffrono di disturbi intestinali cronici. Oggi, giorno dell’Epifania, in attesa che la befana porti i suoi regali, potremo goderci questa ultima giornata delle festività natalizie.

Alcuni diranno purtroppo, altri, invece, non vedono l’ora di ritornare alla quotidianità del periodo prefestivo, sperando così di rimettersi in forma in vista della primavera e poi dell’estate. I problemi, però, più che legati ad un fattore estetico, riguardano piuttosto i vari dolciumi e quant’altro abbiamo divorato in queste settimane di festa, e i problemi intestinali, in tanti, non hanno tardato a farsi sentire! A chi soffre normalmente di disturbi intestinali probabilmente questa specie di “maratona alimentare” non avrà certo giovato: sono 4 milioni gli italiani colpiti dalla stitichezza, le donne 3 volte più degli uomini, ed sono 3,7 milioni coloro i quali, soprattutto maschi, soffrono di emorroidi. Molti, però, quasi per vergogna nell’affrontare simili argomenti, preferiscono tenere per sé il problema, e risolverlo ricorrendo a cure fai da te come lassativi, tisane, fermenti lattici e pomate, senza cosultare un medico specialista.

fonte:http://www.guadagnorisparmiando.com

Artrosi: 26 gennaio visite gratuite alle mani

Il 26 gennaio l’Istituto Italiano di Chirurgia della mano (Iicm) di Monza, in collaborazione con la Onlus Gruppo Italiano Chirurghi amici della Mano (Gicam) promuove per il prossimo 26 gennaio la prima Giornata Nazionale dell’Artrosi alle Mani. Sarà l’occasione per visite gratuite specialistiche offerte in quattro strutture specializzate, a Monza, Treviso, Bologna e Roma.

Roma - Visite gratuite per prevenire melanoma della pelle sabato 22 gennaio

Sabato 22 gennaio, dalle 9 alle 13 il Comitato per la Prevenzione Oncologica Fiuggi Anticolanum – onlus, in collaborazione con S.O.M.P. srl – Ortopedia Minicucci – Pomezia, organizza uno screening gratuito per la prevenzione precoce del melanoma della pelle, presso la sede della: associazione nazionale produttori e organizzatori eventi (Anpoe) con sede in Roma, via delle Coppelle, 3

27/12/2010

Nasce l'Accademia del silenzio

La fondatrice: «Si impara a comunicare meglio. Contro la distrazione e l'ascolto superficiale»

«Si parla troppo», ripeteva il premio Nobel José Saramago, convinto che solo il silenzio esiste davvero. Perché riusciamo a sentirlo (Michael Wehr, psicologo dell'Università dell’Oregon, ha scoperto i neuroni appositi), perché ne abbiamo bisogno (si moltiplicano alberghi e vacanze anti rumore) e perché, come insegnava Paul Simon, ne cogliamo il suono anche «in mezzo a diecimila persone e forse più».

ACCADEMIA - Ma non è solo per questo che ad Anghiari (Arezzo) nasce l’Accademia del silenzio, un laboratorio creativo con corsi, seminari, escursioni. «Nasce perché grazie al silenzio si comunica meglio», ironizza la giornalista e ricercatrice Nicoletta Polla Mattiot, fondatrice dell’Accademia insieme a Duccio Demetrio, ordinario di filosofia all’università Milano Bicocca. Il silenzio è pausa, è ascolto. È quel tempo necessario per mettersi in contatto con chi ci sta di fronte, è una zona franca che pesa, incuriosisce, attrae. «Il progetto», spiega Polla Mattiot, «non ha niente a che fare con il solito invito a evadere, uscire dai ritmi quotidiani. Ci sono corsi, momenti di riflessione, incontri in cui si approfondisce il valore del tacere».

SILENZIO - Ma il tacere insegna a parlare? Forse, se è vero che è dal silenzio che scaturiscono le domande. «Mai avevo udito un tale silenzio attorno a me – afferma Zarathustra – tanto che il mio cuore fu atterrito». È dai vuoti di parole che nascono le ansie più acute: l’sms che non arriva, la lettera di risposta che ritarda (come in Le relazioni pericolose, di Choderlos de Laclos). Polla Mattiot è un’esperta: ha fondato il Festival del silenzio e ha scritto una decina di libri sull’argomento: «Cerchiamo di promuovere», afferma, «una sorta di militanza del silenzio, contro la distrazione e l’ascolto superficiale. Anche nelle grandi città». Dove la cosa sembra un’impresa, ma non è detto: è a Filadelfia che, nel 1992 John Hudak fondò il Club del silenzio: ci si iscriveva e, periodicamente, ci si incontrava tacendo. Nel 1996 a Milano un’idea simile la ebbe anche la regista Laura Quaglia, senza contare le tante iniziative legate al turismo, come le escursioni a tema silenzioso (per esempio le gite notturne intorno al lago di Garda, simili a marce mute).E da qualche tempo anche in Italia ci sono i Silence Hotel, catena francese di alberghi che promette: niente rumori. Alcuni non sono proprio economici, ma non è un caso che il filosofo Thierry Paquot abbia inserito il silenzio tra i moderni lussi, nel suo saggio L’elogio del lusso. Dai concerti «muti» di John Cage ai «White Paintings» di Robert Rauschenberg (tele completamente bianche, senza parole in un certo senso), il tacere sembra davvero oro. Tanto che per parlarne sono qui occorse più di 438 parole.

corriere della sera